Giornalisti da questione morale

La differenza c’è e sarebbe sciocco negarla. E’ evidente che la posizione di Silvio Berlusconi è ben diversa da quella di Renato Soru: un conto è essere meri proprietari di Mediaset e presidenti del Consiglio, un altro meri proprietari dell’Unità e presidenti della regione Sardegna.
23 DIC 08
Ultimo aggiornamento: 10:31 | 24 AGO 20
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La differenza c’è e sarebbe sciocco negarla. E’ evidente che la posizione di Silvio Berlusconi è ben diversa da quella di Renato Soru: un conto è essere meri proprietari di Mediaset e presidenti del Consiglio, un altro meri proprietari dell’Unità e presidenti della regione Sardegna. La differenza che più colpisce, però, è nel trattamento riservato ai due meri proprietari e ai rispettivi interessi (e ai relativi conflitti) dall’house organ della questione morale fondato da Eugenio Scalfari, edito da Carlo De Benedetti (che nella Tiscali di Soru ha una corposa quota) e diretto oggi da Ezio Mauro. L’intervista di Alberto Statera al presidente della Sardegna pubblicata ieri su Repubblica ne è un luminoso esempio, con domande incalzanti e spietate come la seguente: “Mi pare che lei si sia già preparato a candidarsi subito per il secondo mandato, sanando in tutta fretta il suo conflitto d’interessi con la nomina a fiduciario per le sue aziende del professor Racugno”.
Va detto che il giornalista non manca di segnalare a Soru la somiglianza tra la posizione di Berlusconi e la sua, con Racugno a Tiscali come Fedele Confalonieri a Mediaset, e con Emanuele Soru all’Unità come Paolo Berlusconi al Giornale. Ma le risposte di Soru appaiono più che convincenti. Per esempio quando Soru spiega che “mio fratello è stato nel consiglio dell’Unità per pochi giorni e si è già dimesso”. O meglio ancora, quando l’intervistato fa osservare all’intervistatore che “Racugno e io dovremmo eventualmente parlarci soltanto di nascosto e contravvenendo a un preciso obbligo di legge. Questo le sembra possibile?”. Replica del giornalista: “Direi di no, se c’è etica da tutte le parti, ma ormai ne vediamo di tutti i colori”.
Proprio vero, signora mia. Figurarsi che in tutta l’intervista, in cui Soru parla lungamente della questione morale aperta nel Pd per via dei suoi amministratori locali recentemente indagati dalla magistratura, nemmeno una volta si cita l’indagine che riguarda lui.